Il progetto “ download”

“DOWNLOAD” è il termine informatico che identifica l'operazione con cui un utente dalla rete trasporta sulla sua stazione di lavoro una risorsa disponibile ed utile; secondo questo principio i promotori del progetto “DOWNLOAD” intendono creare una struttura alberghiera che permetta di trasportare nel mondo del lavoro le persone affette dalla Sindrome di Down, come risorsa realmente operativa, senza ipocrisie assistenzialistiche, considerando i disabili persone che hanno un potenziale notevole di capacità operative e relazionali che per essere espresse necessitano solo di una guida, di un percorso formativo più paziente e di mansioni settoriali con compiti specifici.
La formazione Il centro di formazione professionale alberghiera “Colline Astigiane” di Agliano Terme, sensibile a questo tipo di progetti di inserimento al lavoro, ha allo studio un corso per la formazione di persone con SD della durata di 2 anni. Durante il corso si studieranno le potenzialità di apprendimento delle singole persone e s’inizierà ad accompagnarle allo svolgimento delle “mansioni d’albergo”. Figure professionali: Addetti al Ricevimento Addetti ai piani Addetti al servizio Addetti alla produzione Ecc.

Presentazione del progetto

La grande casa dal nome “ Albergo Etico”

La struttura: Il progetto “Albergo Etico” prevede la costruzione di un albergo di medie/grandi dimensioni (allo stato attuale sono ipotizzate 100 camere) con un’area specificatamente dedicata al centro benessere che comprenderà piccole piscine, palestra e parco. Una grande casa dove le persone con SD possano lavorare in modo visibile alla società, con l’obiettivo di raggiungere una propria autonomia casalinga. Consapevoli delle differenze, delle esigenze e delle potenzialità di ogni singolo soggetto, le mansioni si suddivideranno in 2 tipologie: front office e back office. Il primo gruppo di lavoro, dedicato al front office, si occuperà delle mansioni a diretto contatto con il cliente (ricevimento, servizio ai piani, servizio colazioni, bar, servizio alle conferenze ecc.), il secondo gruppo invece, il back office, gestirà tutte le mansioni di produzione (preparazione delle colazioni, lavanderia, giardinaggio, servizio di pulizia ecc.). Per lo svolgimento di tutte le funzioni è indispensabile la presenza e il supporto di “caposervizi e/o educatori”.
Lo standard dell’albergo Etico dovrà essere medio/alto (s’ipotizza un hotel con servizi da 4 stelle, senza escludere però la categoria 5 stelle). Nella fase di studio è stato ipotizzato un hotel di standard elevato per due motivi fondamentali; uno di natura sociale e l’altro di natura più strettamente commerciale. Solo un hotel di standard elevato prevede e può sostenere i costi delle mansioni individuate, soprattutto quelle di front office. Da un punto di vista più strettamente commerciale inoltre la costruzione di un hotel di tale capienza e di tale categoria andrebbe ad occupare un segmento di mercato attualmente non sfruttato a tutto discapito delle ricadute economiche/turistiche della provincia di Asti. Lo sviluppo progettuale della struttura ha come obiettivo di modulare i servizi alberghieri che verranno offerti ai fabbisogni terapeutici espressi dalle Asl, dalle facoltà universitarie e soprattutto  dalle associazioni che operano nel campo delle persone con SD indicheranno (es. musicoterapica  applicata alle piscine, musicoterapia applicata all’accoglienza del cliente ecc.). Ad esempio una parte delle camere (10 / 15 camere) potranno dar origine a programmi educativi di distacco dalla famiglia per periodi di tempo diversi.

“Casa Piemonte” il contenitore d’interazione con arte, artigianato e promozione agroalimentare.

“Casa Piemonte”, così lo denomineremo inizialmente, s’inserisce all’interno del complesso alberghiero sfruttandone gli spazi, l’arredamento e la somministrazione alimentare al pubblico.
La parte dedicata all’arte comprende un atelier permanente dislocato in varie aree dell’albergo, capace di ospitare mostre per artisti piemontesi, nazionali e internazionali. L’immersione nell’arte, l’interazione con gli artisti in tutte le parti di concezione e allestimento delle mostre sarà perno fondamentale per programmare percorsi di arte terapia rivolti ai portatori di SD, oltre che formativi per gli educatori e per gli artisti medesimi di cui monitoreremo con particolare attenzione il fenomeno della contaminazione dei contenuti artistici maturata a seguito della collaborazione con il progetto download.
Grande importanza e spazio sarà dedicato all’artigianato, in particolare a quello del legno. Ai falegnami regionali sarà dato il compito di costruire seguendo uno standard alberghiero, le camere dell’albergo, riunendo in un unico expo permanente tutti gli stili tradizionali (dal barocco piemontese al tradizionale Walser), con materiali autoctoni presenti nella cultura regionale.
La promozione agroalimentare completerà “Casa Piemonte” attraverso un’oculata somministrazione del tipico, dalla colazione al frigobar delle camere, cercando di coccolare il cliente mantenendo un livello di marketing mirato all’unicità del contesto alberghiero.
Il progetto comprende la calendarizzazione di eventi artistico culturali quali mostre, serate letterarie, ecc. con il coinvolgimento di artisti e promotori operanti nel settore enologico che presentino le eccellenze della loro produzione. Questo connubio tra arte ed eccellenze produttive consentirà  di creare un polo di interesse e di attrazione per la produzione culturale piemontese ed al contempo permetterà agli operatori SD di fruire di un contesto particolarmente ricco di stimoli positivi e di arricchimento personale di cui l’arte e tutte le espressioni culturali sono portatrici (vedi esperienze “Tacabanda”). Le esperienze culturali ovviamente rappresentano momento in formali di formazione complementari alla formazione scolastica quale arricchimento ulteriore del percorso di crescita per costruire ed affinare il senso estetico e la capacità critica. In questo quadro s’inserisce una prospettiva di proiezione sul territorio delle esperienze acquisite che  saranno portatrici oltre che del personale formato di tutte le risorse “liberate” e rese disponibili per il “DOWN load”.

L’esperienza

Quanto detto finora è da considerarsi frutto di un’esperienza sul campo unica (e speriamo non rara), di Niccolò Vallese, un ragazzo diciassettenne con Sindrome di Down (Mosaicismo), che riesce a frequentare dopo la scuola dell’obbligo il corso triennale da addetto cucina presso la scuola Alberghiera di Agliano Terme. Passato il primo anno scolastico con risultati sufficienti dovuti alla grande timidezza, incomincia il secondo anno con buoni risultati d’inserimento e profitto. Arrivato il periodo dello stage formativo in azienda, per la scuola diventa ardua la scelta del contesto aziendale in cui inserire Niccolò; l’esigenza più forte del ragazzo, come di tutti gli individui con tali disabilità è di un ambiente di lavoro equilibrato e comprensivo e non difficile e discriminante come spesso la società odierna offre. Lo studente viene affidato in stage al Ristorante Tacabanda di Asti gestito da La Compagnia del Gusto sas, dove si applicherà nelle mansioni base della cucina; l’incontro con lo Chef Antonio De Benedetto, che gli farà da Tutor, l’ambiente giovane, familiare e multirazziale permette a Niccolò di sperimentare relazioni con persone di provenienza e culture diverse. Lo staff del ristorante, alla prima esperienza di lavoro con una persona con Sindrome di Down, ha impostato da subito un rapporto costruttivo e paritetico. Niccolò incomincia a crescere, si affeziona allo staff diventandone parte integrante. Ricomincia la scuola e la famiglia Vallese entusiasta dei risultati ottenuti durante il periodo di stage chiede al ristoratore l’inserimento di Niccolò nei fine settimana nello staff di cucina al fine di impegnare ore ed energie che diversamente sarebbero state destinate a ore di tv o attività ricreative molto meno ricche di stimoli e sollecitazioni. L’esperienza domenicale senza coperture contrattuali diviene un rischio per il ristoratore e di fronte alla richiesta di poter aumentare i giorni di permanenza in cucina nel periodo delle vacanze estive fa si che, attraverso l’aiuto della scuola, venga percorsa la via del “contratto da tirocinante con requisiti speciali”, figura non prevista temporalmente nel 2° anno scolastico. (A tuttora non è ancora pervenuta una risposta da parte dell’Ufficio del Lavoro)….Rischiando si prosegue!.
La storia del rapporto tra il ragazzo e l’attività lavorativa continua durante il terzo anno scolastico.
Lo stage estivo infatti viene svolto dal ragazzo presso l’Albergo “Alle 3 Baite” di Santa Caterina Valfurva, in Valtellina, di cui lo chef Antonio cura la direzione. Il distacco dal nucleo familiare ha favorito il processo di responsabilizzazione e al ritorno a casa la madre nota un cambiamento di approccio alla vita quotidiana inaspettato, che lo ha reso quasi completamente autosufficiente su moltissime attività che in precedenza svolgeva solamente con l’ausilio di terzi. L’alunno torna a scuola e consegue l’attestato da cuoco nel giugno del 2007. A partire da luglio 2007 con un contratto di tirocinio “non speciale” ma ordinario Niccolò viene inserito nello staff del Tacabanda.

Impressioni

L’attività del ragazzo durante il periodo di stage e durante il primo periodo lavorativo è un qualcosa di emozionante e allo stesso tempo affascinante. La crescita viene notata sia dallo staff tecnico del ristorante sia dai commensali. In una prima fase infatti a Niccolò vengono affidate mansioni ripetitive in cucina, solo in un secondo momento, su sua precisa richiesta, verrà affiancato al capocameriere. Il primo impatto con il pubblico è piuttosto impacciato, conseguenza della novità e dalla scarsa capacità di memorizzare le informazioni e di dare risposte pronte al cliente. Dopo 3 mesi Niccolò è in grado di riordinare la sala e apparecchiare i tavoli con impeccabili risultati, di ricevere le comande con i tempi giusti (margine di errore intorno al 5%), descrivere con precisione i piatti in menù e quelli che serve. In poco tempo Niccolò ha acquisito sicurezza nel comportamento e nell’interfacciarsi con il cliente, sia  che sianoamici, clienti abituali o nuovi. La prontezza nella battuta, la simpatia e il modo di fare è in poco tempo diventato un valore aggiunto del il ristorante. In molte attività inoltre dimostra una quasi totale autonomia. Periodicamente però deve essere tenuto sotto controllo e richiamato ai propri doveri. Accade infatti che la quantità di input ricevuti sul luogo di lavoro lo spingono a distrarsi e ad avvicinarsi ad attività svolte in quel momento da altre persone. La figura pertanto di un collega/tutor risulta essere fondamentale sia per lo svolgimento del lavoro, sia per una continua crescita della persona. Confortati da questa prima e positiva esperienza e coscienti dei problemi che l'inserimento nel mondo del lavoro comporta per i portatori della Sindrome di Down un gruppo di lavoro dell’Associazione no profit Hasta Welcome professionisti dell’accoglienza di cui fanno parte Antonio De Benedetto del ristorante “Tacabanda”, l’ Architetto Maurizio Galosso, il direttore del Consorzio Turistico Asti e Monferrato Dott. Andrea Cerrato, lo staff direttivo del Centro di formazione professionale alberghiera “Colline Astigiane” di Agliano Terme, un pool di imprenditori locali e rappresentanti delle Amministrazioni pubbliche di Asti e provincia si sono proposti di attuare un progetto per la realizzazione di un “albergo etico”, dove con il continuo appoggio didattico e pedagogico della scuola, i ragazzi possano trovare un primo vero impiego nel mondo della accoglienza, operando in una struttura pensata, già in fase progettuale, per il loro inserimento nella produzione ed erogazione di servizi.

L’esempio della Fondazione Elvetica “ La Capriola”

La fondazione La Capriola offre a giovani con Handicap una formazione professionale integrativa nel campo della ristorazione e in quello alberghiero. Gli apprendisti compiono un percorso formativo agevolato di due anni in strutture alberghiere non protette per qualificarsi con diplomi federali come commis di sala o di cucina, cameriera ai piani e segretaria/o d’albergo. In seguito saranno integrati in alberghi e ristoranti.
Gli obiettivi del Centro di formazione La Capriola:
• Qualificare gli apprendisti ai mestieri alberghieri con attestato federale
• Prepararli a vivere in modo indipendente
• Aiutarli a integrarsi nella società
• Integrarli nel mercato del lavoro
La formazione si basa su tre colonne portanti, tre concetti base: formazione professionale in un ambiente non protetto, scuola di vita autonoma e integrazione lavorativa dopo il biennio formativo.
Formazione professionale
In collaborazione con gli Hotel Morosani Schweizerhof e Post di Davos (4 stelle con 200 camere) 12 apprendisti sono integrati da subito in un ambiente reale di lavoro. Il percorso formativo pratico è seguito dai quadri degli alberghi, supportati inoltre da un formatore della Capriola, che li segue anche nella parte di apprendimento teorica. Quest’ultima comprende la frequenza di un giorno per settimana della scuola cantonale professionale e di corsi specifici nell’ordine di sei settimane l’anno.
Scuola di vita autonoma
Gli obiettivi sono: un ottimale sviluppo della personalità e una condotta di vita il più possibile autonoma, sempre nell’ottica dell’integrazione lavorativa. Le loro competenze sociali in generale vengono sviluppate.
Integrazione
Nell’ultimo semestre del biennio La Capriola provvede, affinché gli apprendisti una volta terminata la formazione trovino un lavoro. Saranno poi seguiti individualmente in modo che l’integrazione lavorativa in alberghi e ristoranti avvenga in modo ottimale supportando non solo il giovane, ma anche il datore di lavoro.
La Fondazione La Capriola aprirà da luglio 2011 una nuova sede in Lucerna dove avranno la possibilità ulteriori 12 giovani apprendisti di iniziare il loro percorso formativo in due rinomati Hotels di 4 e 5 stelle.

Riflessioni conclusive

La struttura già nella fase progettuale dovrà essere concepita come realtà economica fonte di ricavi e non come una struttura assistenziale. Obiettivo chiaro a tutti i partner “è” e “deve essere” quello della creazione di una struttura ricettiva di categoria medio alta. Il gruppo di lavoro che si è creato nel corso di questi mesi ha come obiettivo chiaro quello della creazione di una struttura turistica che sfrutti le potenzialità di un territorio, quello delle Terre d’Asti, non ancora sfruttato turisticamente, e quindi economicamente, come in realtà potrebbe. La finalità etica del progetto è maturata nel corso dei mesi dall’iterazione di più soggetti, ognuno portatore di approcci, punti di vista e obiettivi specifici da raggiungere. Da una parte la necessità di costruire, dall’altra quella di commercializzare prodotti, per altri la necessità di promuovere un territorio, per altri la necessità di realizzare una formazione continua e permanente che non si concluda con la formazione tradizionalmente intesa. L’esperienza diretta vissuta con Niccolò prima e dalla “La Capriola” poi, ha portato velocemente a maturare l’idea che obiettivi diversi possono essere raggiunti insieme unendo le forze. Il progetto “Download” viene a essere la sintesi di molteplici e distinti interessi ed è la dimostrazione che idee e visioni diverse possono portare a un progetto comune che contribuisca a far crescere la società in cui viviamo. Da un punto di vista strettamente commerciale/turistico la struttura alberghiera che si andrà a costruire risulta avere tutte le carte in regola per essere vincente sul mercato. L’idea infatti di costruire un hotel di fascia medio alta con oltre 100 camere risponde ad un problema di alta frammentazione dei posti letto disponibilità sul nostro territorio dovuta al fatto che vi sono migliaia di camere e posti letto ma sono frazionati su centinaia di strutture ricettive di piccole dimensioni. Ciò contrasta con le leggi di mercato che parlano di grandi numeri e di economie di scala. La località individuata dal progetto, Asti, risulta essere una zona ad alta vocazione turistica, sia per il territorio, sia per la presenza di un’ottima Scuola Alberghiera conosciuta in tutta Italia.
Entrambi i fattori hanno però bisogno di vitalità, forza e di un’azione di marketing che ne migliori, o meglio ne svecchi l’immagine rendendo il tutto più appetibile al pubblico, anche giovane. L’operazione in oggetto essendo attuata da imprenditori, tutti di primo livello nei propri settori di competenza, nasce con l’ottica di una strategia di marketing di medio e lungo periodo. L’idea di una partnership con la Scuola Alberghiera e la stessa idea di Albergo Etico permetteranno alla struttura di “vivere” tutto l’anno senza sentire le normali flessioni di mercato dovute alla stagionalità, inoltre la collaborazione con le ASL, con le Associazioni di Volontariato, con le case farmaceutiche, ecc. permetterà alla struttura di avere un base di utenti/clienti costante durante l’anno e di sfruttare l’alta stagione per i turisti.
Secondo le ricerche effettuate dalla Fondazione “La Capriola” pare che in Europa non esistano progetti analoghi e strutture con eguali competenze. Una presentazione a Bruxelles,in sede comunitaria, di un progetto pilota è da tenere in considerazione, come anche le opportunità dei progetti Interreg tra stati membri dell’Ue e non .
Relazione curata da:
Dott. Andrea Cerrato (a.cerrato@terredasti.it)
Arch. Maurizio Galosso (galosso_arch@yahoo.it)
Chef Antonio De Benedetto (info@albergoetico.it)