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Agricoltura sociale

L’agricoltura sociale è una pratica solo parzialmente nuova, una retro-innovazione, che associa tradizioni e stili propri delle comunità rurali tradizionali a bisogni della società contemporanea. L’impiego delle risorse della natura, gli spazi rurali e il contatto con i cicli biologici, ma anche la partecipazione paritaria alla gestione di cicli produttivi concreti, sono elementi che sostanziano le attività di agricoltura sociale.

Nel corso degli anni abbiamo condotto delle piccole sperimentazioni con alcuni dei ragazzi e si è constatato come la cura e l’attività di giardinaggio e orticoltura possano essere occasioni importanti di crescita.

Rispettare i tempi della natura, prendersi cura giornalmente della crescita dei prodotti dell’orto o di piccoli animali quali conigli, galline, asinelli permette di sviluppare competenze pratiche legate all’utilizzo di attrezzi specifici, conoscenze relative alla stagionalità dei prodotti, a come si seminano, piantano e coltivano, ma consente anche di sviluppare capacità astratte quali lo spirito di osservazione. Prendersi cura di un germoglio e farne una pianta adulta in grado di produrre frutti rigogliosi diventa una metafora per comprendere cosa significa per un bambino crescere e diventare autonomo. É un modo per rileggere le cure genitoriali nei propri confronti, è un modo di capire il ruolo degli educatori e il ruolo dell’Albergo Etico, da cui, quando si sarà sufficientemente cresciuti e pronti, ci si potrà “staccare” per andare incontro ad altre esperienze.

I ragazzi possono svolgere piccole attività di giardinaggio sia nell’Albergo Etico, in cui sono presenti aiuole, piante da vaso e erbe aromatiche, sia in spazi specifici esterni dedicati. In particolare uno dei progetti che si vorrebbero realizzare è la creazione di un Parco Bio Etico, un’area agricola dove gli allievi dell’Albergo Etico possano gestire un piccolo orto e qualche animale da cortile. Per favorire la collaborazione con la società il Parco potrebbe essere gestito in collaborazione con associazioni di volontariato, privati, anziani e scuole. Alcune ipotesi sono:

– interno alla città. Questo progetto permetterebbe di riqualificare un’area verde della città e potrebbe essere aperto a bambini e alunni delle scuole dell’infanzia e primarie e ad anziani che mettono a disposizione le loro conoscenze e il loro tempo;

– esterno alla città. Gli spazi potrebbero essere di privati che mettono a disposizione una porzione della loro proprietà come forma di sostegno dell’esperienza Accademia dell’Indipendenza.

Le soluzioni possono essere diverse, non ultima, nel caso di disponibilità da parte di aziende agricole presenti sul territorio, l’organizzazione di stage presso le singole realtà produttive.