Mese: Ottobre 2020

Niccolò Vallese: il ragazzo “zero” di Albergo Etico e sua mamma Rosa intervistati da Freeda

Albergo Etico è stato raccontato dalla voce di Niccolò Vallese e sua mamma Rosa su Freeda, il progetto editoriale nato per dar voce ai cambiamenti epocali che interessano la condizione femminile. Si parla di femminismo, empowering, autonomia, libertà e inclusione, con toni distesi e colorati. Il progetto ha acquisito visibilità ed è cresciuto sui social in pochissimo tempo.

L’intervista è breve ma potentissima, racconta la storia di una mamma che ha desiderato tanto una gravidanza e che è felicissima quando resta incinta del ragazzo “zero” di Albergo Etico: Niccolò Vallese. Dopo due mesi dalla sua nascita arriva la diagnosi e il mondo inizialmente le crolla addosso, ma guardando Niccolò si rende conto che nulla può scalfire l’amore che prova per lui e gli promette che quel cromosoma mai gli impedirà di affermarsi.

La storia di Niccolò è la storia di un ragazzo come tanti, che impara un mestiere alla scuola alberghiera, che se ne appassiona e fa di tutto per riuscire a trovare un’indipendenza lavorativa. Del resto non ha mai avuto corsie preferenziali ed è maturato solo credendo in se stesso. Cosa ama del suo lavoro? Stare con la gente, divertirsi instaurando un rapporto vero con i clienti, stabilire amicizie con i colleghi. Niccolò oggi non è più solo un cameriere, ma insegnante e promotore nel progetto di Accademia dell’Indipendenza, dove ad altri ragazzi è data la possibilità di imparare un mestiere e contestualmente le abilità sociali e relazionali per stare in gruppo e diventare sempre più autonomi. Ascoltando Niccolò e Rosa la felicità sembra una ricetta semplice: amore materno, diritto allo studio, diritto al lavoro, passione, amicizia e amore, perché sono dieci anni che Niccolò ha anche una compagna.

Da parte della mamma Rosa riceviamo una bellissima lezione di genitorialità: in fondo, gli ostacoli che pongono alcune diagnosi sono frutto più delle ansie e paure dei genitori che non dei reali ostacoli dei ragazzi. “Perché essere normali non vuol dire nulla, si tratta di etichette che la società sceglie di imporre. Non bisogna mai porre dei limiti, che sono solo nella nostra testa. Il più grande gesto d’amore che un genitore può fare è lasciare che suo figlio voli lontano.”

Albergo Etico su Donna Moderna tra i progetti che promuovono l’inclusione

Si intitola “Un talento unico” l’inchiesta di Alessia Cogliati uscita il 21 Ottobre 2020 su Donna Moderna e racconta delle realtà che si occupano di inclusione lavorativa per persone disabili. Con la legge 68/99 si è reso infatti obbligatorio l’inserimento di persone con disabilità all’interno delle imprese che contassero un certo numero di dipendenti, con l’obiettivo sotteso di migliorarne la vita e l’autonomia.

Oggi il punto di vista si sta spostando e non è più solo un atto di obbligatorietà che muove i datori di lavoro ad inserire persone disabili, ma un reale riconoscimento delle loro potenzialità, del valore aggiunto che le caratteristiche uniche di ogni persona può dare. C’è sicuramente ancora molta strada da fare. Dai dati Istat del 2019 risulta occupato solo il 31,3% dei disabili con un’età dai 15 ai 64 anni, contro il 57,8% di chi è normodotato, mentre le persone con limitazioni funzionali gravi che sono inattive sono più del doppio di chi non le ha. Le barriere, architettoniche e non sono ancora molte, ma per fortuna c’è qualcuno che se ne sta occupando.

Il progetto Joblab, finanziato dal ministero del Lavoro, della Federazione italiana per il superamento dell’handicap che si propone di comprendere meglio il fenomeno della discriminazione e della mancanza di pari opportunità di persone con disabilità, ha raccolto dati e creato un documentario che aiuti ad abbattere i pregiudizi. I dati raccolti rilevano che “su 600 lavoratori con disabilità uno su 3 pensa di avere credenziali formative superiori a quelle necessarie per svolgere la propria mansione. Il 47,9 % ha un indice di soddisfazione lavorativa alto ma perché più che l’ergonomia, l’accessibilità del luogo di lavoro e la carriera (spesso più lenta e con meno scatti di quanto sarebbe normale), a pesare sul grado di appagamento sono le relazioni, la possibilità di partecipazione e i comportamenti inclusivi dei colleghi” come riporta il responsabile del progetto Carlo Giacobini.

Altri progetti arrivano dall’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, Albergo Etico e Specialisterne, società di consulenza danese che ha già inserito molti dipendenti anche in Italia, specializzata nell’inserimento di professionisti autistici e con sindrome di Asperger.  Dall’inchiesta emerge come una concentrazione sui punti di forza anziché di debolezza, possa aiutare non solo le persone con disabilità ma anche le aziende stesse a crescere. Le risposte per far fronte al problema dei punti di debolezza ci sono, come quella fornita dai “disability manager”, impegnati ad una mediazione tra lavoratore e contesto lavorativo, o dei corsi di formazione specifici come quelli erogati da Specialinsterne e Albergo Etico.

Un solo criterio permette di valutare la qualità della civilizzazione umana: il rispetto che prodiga nei riguardi dei suoi figli più fragili. Una società che non lo comprende è destinata a scomparire.

Jérome Lejeune, pioniere della Trisomia 21

Info e Contatti

  • Telefono
    +39 320 3375555

  • Email
    info@albergoetico.it

  • Sede centrale
    Località Vallarone, 88
    14100 Asti

  • P.IVA 92061370059