Autore: eugenio

Il pranzo di Papa Francesco ad Asti servito dallo staff di Albergo Etico

In occasione della visita privata di Papa Francesco a Portacomaro, paese di origine della sua famiglia in provincia di Asti, ieri in Vescovado ad Asti erano presenti anche i ragazzi e le ragazze di Albergo Etico, che si sono occupati di servire il pranzo e hanno proposto un dolce speciale, creato per l’occasione.

I ragazzi coinvolti nel pranzo sono stati Niccolò Vallese, Jessica Berta e Irene Bombara (Albergo Etico Asti); Roxana Matei per (Albergo Etico Fenis); Giacomo Cannucciari (Albergo Etico Roma); Marilù Patrizi e Daniele Berbenni (Albergo Etico Sondrio).

La ricetta del dolce, chiamato “Papalina di caffè”, è stata elaborata in esclusiva per l’occasione e ideata dal maestro pasticcere Jorge Bianchini insieme allo chef Antonio De Benedetto. Si tratta di un dolce composto da una base di biscotto alla nocciola tonda gentile (in ricordo della terra astigiana), una farcitura centrale di dulce de leche argentino (in ricordo delle terre del Santo Padre) e una meringa a forma di papalina.

La “Papalina di caffè” è stata prodotta nei nuovi laboratori della pasticceria di Albergo Etico a Sondrio, in Valtellina. La linea di papaline comprende oltre quella da caffè, anche quella da colazione (più grande) e il panettone con la papalina.

«È stata un’esperienza incredibile e un onore per i nostri ragazzi e ragazze incontrare e vedere da vicino il Papa», ha detto Alex Toselli, presidente di Albergo Etico, che ha proseguito: «Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con professionalità a questa giornata e tutti coloro che hanno permesso si concretizzasse questa grande opportunità. È stata un’emozione che resterà indelebile per sempre, oltre che un’occasione di crescita».

A Betlemme inaugura un nuovo Albergo Etico

A Betlemme inaugura un nuovo Albergo Etico

Ha inaugurato a Betlemme un nuovo Boutique Hotel, membro di Albergo Etico, all’interno del suggestivo Morcus Nassar Palace, nella città vecchia, a soli cinque minuti a piedi dalla Chiesa della Natività. Il palazzo a tre piani, di circa 520 metri quadrati, è caratterizzato da disegni che decorano il soffitto in modo unico, rendendolo uno dei luoghi più importanti del patrimonio artistico di Betlemme. A supporto dell’iniziativa è stato di fondamentale importanza il sostegno finanziario per la ristrutturazione completa dell’immobile da parte di FAI – Fondation Assistance Internationale, fondazione umanitaria, di utilità pubblica, costituita nel 2002 e i cui valori fondanti hanno origine dagli scopi enunciati richiamano la Dichiarazione Universale dei Diritti dellʼUomo.

Un po’ di storia

Il Palazzo Morcus Nassar fu costruito tra il 1899 e il 1910 come residenza per la famiglia Nassar. Negli anni il palazzo è stato poi venduto, passando di proprietario in proprietario, fino a quando l’Arche Bethlehem l’ha acquistato nel 2013 per il progetto Ma’an lil-Hayat, un progetto che riunisce persone con e senza disabilità intellettive che condividono la vita attraverso diverse attività. Il palazzo è stato ristrutturato nel 2014 sotto la supervisione di RIWAQ e del Centro per la conservazione dei beni culturali CCHP. È stato poi nuovamente ristrutturato nel 2021, sotto la supervisione di CCHP, per essere utilizzato come Boutique Hotel.

La mission

Il Ma’an lil-Hayat Boutique Hotel di Betlemme è il primo hotel del suo genere ad essere gestito da persone con e senza disabilità intellettive. L’obiettivo è quello di fornire un’esperienza di alta qualità per ospiti locali e internazionali. L’hotel si pone l’obiettivo di portare le persone con disabilità all’autonomia, professionale e personale. Allo stesso tempo è però strutturato per fornire servizi professionali a ospiti internazionali e locali.

L’apporto di Albergo Etico

L’Albergo Etico ha contribuito all’apertura del Boutique Hotel di Betlemme esportando il suo modello formativo e i suoi valori di impresa sociale impegnata a offrire opportunità di inserimento lavorativo e valorizzazione del talento di persone con disabilità intellettiva e fisica. Albergo Etico è un’impresa sociale, nata ad Asti nel 2006, che offre percorsi di indipendenza, autonomia professionale e di vita, a persone con disabilità, nel settore turistico e agroalimentare. L’associazione valorizza, attraverso un innovativo modello di business, le potenzialità e i talenti dei singoli, creando i presupposti per intraprendere un percorso di crescita personale e promuovendo l’integrazione di persone con disabilità all’interno della società. Oltre ad Asti e Cesenatico, Albergo Etico è già presente anche a Roma, Valle d’Aosta, Albania e Blue Mountains (Australia). Oggi il 65 % dei ragazzi e delle ragazze con disabilità di Albergo Etico, è inserito nel mondo del lavoro.

Le parole di Luigi Bisceglia, Coordinatore Yunus Social Business Centre, Università di Betlemme

«L’Università di Betlemme e lo Yunus Centre sono fieri di aver supportato la creazione di un importantissimo social business a Betlemme. Il Boutiquel Hotel è un modo concreto ed efficace per sostenere attività in favore delle persone con disabilità mentale sul territorio. Dopo il Covid dovevamo ripartire con un bel sogno da realizzare e il Boutique Hotel lo è a tutti gli effetti».

Le parole di Alex Toselli, presidente Albergo Etico

«Siamo particolarmente felici e orgogliosi di questa nuova apertura. Da una parte perché, nonostante la complessità di questi ultimi anni, stiamo continuando a proseguire con nuove aperture, a dimostrazione della bontà del progetto. Dall’altra parte perché questo è un territorio difficile, in cui spero il nostro messaggio possa farsi sentire con forza: le barriere vanno frantumate, dobbiamo andare avanti tutti insieme, magari rallentando, ma tutti insieme. Parole come possibilità, opportunità, dignità, devono essere messe al centro. Così come la parola ospitalità, perché l’albergo è la casa per eccellenza di tutti noi, dove si impara ad accogliere il prossimo senza distinzioni. La guerra che si sta combattendo ci fornisce uno spunto ulteriore sulla necessità sempre più viva di costruire reti tra persone, famiglie, istituzioni, cittadini, territori, in modo che progetti come quello di Albergo Etico siano il volano per una necessaria (ri)generazione urbana e culturale a tutti i livelli della società».

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Mobilità sostenibile, Albergo Etico e Gaiago insieme

Mobilità sostenibile, Albergo Etico e Gaiago insieme

Da diverso tempo ormai il percorso di crescita ed espansione di Etico passa anche dal mondo dell’innovazione. In occasione della European Mobility Week 2022 che si è tenuta dal 16 al 22 settembre, Albergo Etico ha perciò colto l’occasione per rinnovare e consolidare il suo rapporto con Gaiago, proprio perché il tema annuale della Settimana Europea della Mobilità 2022 è stato “Migliori connessioni”. Con questo tema si è cercato infatti di evidenziare e promuovere le sinergie tra persone e luoghi, impegno che con questa collaborazione le due realtà stanno portando avanti da qualche tempo a Roma e presto in altre strutture.

Aumentare la consapevolezza sulla mobilità sostenibile è importante come esperienza ma anche per promuovere il cambiamento comportamentale a favore della mobilità attiva, raggiungere e creare connessioni tra gruppi esistenti e un nuovo pubblico, connettendo persone, luoghi, trasporti, politiche ma anche sviluppo dei territori e di un turismo più etico e sostenibile.

Con questi presupposti Albergo Etico è felice di rinnovare il suo impegno per portare avanti un mobility sharing di comunità. Si tratta di una sorta di evoluzione del tradizionale sharing, poiché offre un servizio di mobilità elettrica condivisa a piccole comunità, come aziende, strutture ricettive e residenziali. Questo progetto rientra pienamente nel più ampio progetto di innovazione sociale e sostenibilità inclusiva di Etico, a favore di un impatto positivo sul territorio e di una ricaduta sulla comunità di riferimento.

Come ha citato il giornalista Stefano Panzeri in un articolo su La Stampa Tuttogreen di qualche tempo fa, si tratta di «un approccio di turismo responsabile che ora guarda alla sostenibilità con l’adozione di una vettura elettrica (la stima è di 300 ore mensili di mobilità), e della relativa wallbox per la ricarica. Un’auto da mettere a disposizione dei clienti che desiderano visitare la Città Eterna in silenzio e zero emissioni. A divenire l’intento è di rendere disponibile il servizio anche alle realtà del quartiere con il quale condividono già collaborazioni, come l’edicolante, il fiorista o i fornitori di alimenti, per creare un ecosistema green di mobilità di quartiere».

Queste le parole di Alex Toselli, presidente cooperativa Albergo etico, riguardo al futuro del progetto: «Albergo etico rilancia la propria sfida, pur consapevole delle difficoltà di questa fase. Vogliamo continuare a recitare la nostra parte di protagonisti dell’inclusione sociale. Proveremo a raggiungere i nostri obiettivi, convinti che oggi sia fondamentale rivolgersi all’impresa sociale come vettore di sviluppo economico. Ritengo che il modo di intendere la mobilità di Gaiago sia fondamentale per impattare anche da un punto di vista sociale e ambientale e deve essere una priorità. A partire da Roma questa avventura stiamo lavorando perché possa essere estesa presto a tutti gli altri Alberghi etici».

Queste le parole di Antonio Pelosi, responsabile Albergo etico Roma: «Potersi muovere e farlo comodamente? Sì, certo. Ma facciamolo in modo sostenibile! Con una macchina elettrica e condivisa. Ma che non devi cercare faticosamente (telefonino in una mano, borsa nell’altra) per le strade della città: la si prenota ad una certa ora e per il tempo che serve. E sei sicuro di quando e dove trovarla. E quando hai finito, la riporti al suo posto. Comodissimo per chi vive o lavora vicino l’Albergo Etico, che dopo aver creato un bar e un ristorante, ed aver allestito spazi aperti per il coworking, vuole così ulteriormente rafforzare il rapporto con la community del quartiere».

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Le ricette dello Chef Antonio per la rivoluzione a Ivrea

Le ricette di chef Antonio per la Rivoluzione a Ivrea

Il film di Albergo Etico arriva a Ivrea, presso il Salone 2000, un grande spazio simbolico nella storia della fabbrica Olivetti, alle Officine ICO, in via Guglielmo Jervis, 11, dove si terrà la proiezione de “Le ricette dello Chef Antonio per la rivoluzione”, che racconta la storia del progetto di Albergo Etico e del suo chef Antonio De Benedetto.

Antonio De Benedetto è infatti uno chef italiano con un’ambiziosa missione: cambiare il mondo attraverso il cibo. Per farlo, ha dato vita a un ristorante e un hotel nei quali lo staff è composto in larga parte da giovani uomini e donne con disabilità che arrivano da tutta Italia per formarsi e lavorare. Questi ragazzi e ragazze, ognuno con i propri sogni e progetti per il futuro, vengono formati da Antonio per affrontare un percorso verso la libertà e l’indipendenza. Il documentario, diretto dal regista australiano Trevor Graham, mostra perciò il dietro-le-quinte di una cucina e un albergo dove giovani uomini e donne con disabilità imparano un mestiere e iniziano a prendere posto al tavolo della vita.

Vivere con una disabilità, imparare un mestiere e condurre una vita indipendente è complesso e non sempre va come previsto. Le Ricette dello Chef Antonio per la Rivoluzione mostra proprio questo, innestando un seme di speranza per un futuro più inclusivo e sensibilizzando lo spettatore su un necessario cambiamento sociale. Le Ricette dello Chef Antonio per la Rivoluzione è distribuito da La Sarraz Pictures, che ha coprodotto il film insieme alle società australiane Yarra Bank Films e Black Sheep Films.

L’evento inizierà alle 17 con un welcome coffee, alle 17.30 ci sarà uno spazio introduttivo in cui interverranno i promotori dell’iniziativa e alle 18.30 sarà proiettato il film, con conclusione dell’evento prevista per le 20. Alla proiezione parteciperanno anche alcuni dei protagonisti del film.

«Come ICO Impresa Sociale – ha detto la presidente Nicoletta Marcon – siamo contenti e orgogliosi di ospitare, come primo evento, l’incontro dedicato alla proiezione del film di Albergo Etico. Nell’ottica della riqualificazione delle Ex fabbriche Olivetti a Ivrea, dove l’obiettivo della nostra Impresa Sociale è quello di progettare, promuovere e attuare iniziative sociali, culturali e di formazione, questo incontro trova la sua perfetta collocazione e si pone come un auspicabile primo passo verso la realizzazione di un progetto futuro condiviso. L’attenzione alle fragilità, all’inserimento lavorativo e alla valorizzazione delle competenze sono infatti i temi che accomunano la straordinaria e consolidata opera di Albergo Etico e l’impegno che anche ICO Impresa Sociale intende affrontare nelle proprie visioni future».

«AIAS Ivrea – ha spiegato la presidente Elena Zambolin – è da sempre impegnata nelle attività di supporto a persone con disabilità e delle loro famiglie. Negli ultimi anni, in particolare, abbiamo deciso di concentrare le nostre iniziative dedicate ai soci in età adulta sul tema del lavoro come chiave di raggiungimento di una vita il più possibile ricca e soddisfacente. Dopo aver ospitato per la prima volta sul territorio eporediese la testimonianza di Albergo Etico, lo scorso anno in occasione del Festival Grande Invasione, siamo felici di essere qui oggi per questo ulteriore passo di un percorso che da un’idea sempre più si avvicina ad un progetto».

Queste infine le parole di Alex Toselli, presidente cooperativa Download Albergo Etico: «Il progetto Albergo Etico ha un dovere: quello di creare opportunità. Le persone con disabilità sono prima di tutto delle persone e il lavoro dà dignità. Noi anni fa ci immaginammo che questo potesse essere un processo vincente, una risposta. Credevamo e crediamo ancora che nell’ospitalità ci possiamo mostrare al mondo badando alla qualità del servizio. Crediamo di aver fatto un buon lavoro fino ad ora e vogliamo proseguire così. Il 65 % dei nostri ragazzi con disabilità è inserito nel mondo del lavoro e questo perché abbiamo creato cittadini degni del mercato professionale. Ed è questa la nostra sfida: restare fedeli al nostro messaggio iniziale senza paura di crescere e replicarci, continuando a creare opportunità di crescita facendo rete. Ne è un esempio l’evento organizzato qui a Ivrea, in un luogo dove il lavoro è stato ed è centrale, ma dove anche il benessere sociale dei singoli e della collettività aveva e ha un impatto sull’intero territorio. Questo evento è l’ulteriore esempio di come Albergo Etico possa portare il suo verbo e la sua storia coinvolgendo diverse realtà con il desiderio di ampliare gli orizzonti».

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L’inclusione lavorativa diventa valore #vdalavora

L’inclusione lavorativa diventa valore #vdalavora

L’inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità è stata centro di un evento targato #Vdalavora e organizzato dall’assessorato Sviluppo economico, formazione e lavoro sabato 30 aprile, a Fénis.

Durante l’incontro ‘Lavoro per Tutti – quando l’inclusione diventa valore’ si è approfondito il significato di cultura dell’inclusione, cambiandone la prospettiva e considerando la diversità come un valore da coltivare giorno dopo giorno, senza improvvisazione.

Teatro dell’evento è stato l’Albergo etico Hotel Comtes de Challant di Fénis. La struttura, attraverso un progetto di accoglienza turistica accessibile, integra e fa crescere professionalmente ragazzi con diverse forme di disabilità, in un reale contesto lavorativo.

Con la partecipazione speciale de La Pina, conduttrice radiofonica di Radio Deejay, da sempre attenta alle tematiche legate all’inclusione sociale, sono intervenuti ospiti che hanno saputo valorizzare il ruolo nell’economia e nella società contemporanea di persone con disabilità: Paolo Calosso, presidente della Cooperativa Sociale Mont Fallère, Raffaella Roveyaz, presidente della Coop. Libellula, Lisanna Mancuso, amministratore unico di Sharenergy. Non sono inoltre mancate testimonianze di chi si è trovato in difficoltà e voci da altre regioni.

L’assessore allo Sviluppo economico, formazione e lavoro, Luigi Bertschy, ha ricordato che questo quarto evento dedicato al lavoro rientra nelle azioni previste dal Piano politiche del lavoro 2021/23. Per favorire la diffusione della cultura del lavoro inclusivo è fondamentale, secondo Bertschy, “far crescere nella popolazione, nelle imprese, nelle istituzioni una maggiore consapevolezza del progetto universale di comunità”.

Quindi, ha continuato: “Riconoscere le potenzialità del lavoro come strumento di inclusione e opportunità di crescita per le aziende, in questa fase molto delicata della ripresa, è una grande occasione per valorizzare le abilità che ogni persona può esprimere in un ambiente di lavoro più agevole e accogliente in grado di influire positivamente sul miglioramento delle prestazioni e dei risultati di tutti i lavoratori”.

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Albergo Etico, un metodo per crescere

Albergo Etico, un metodo per crescere

Riportiamo qui di seguito un breve estratto di un articolo su Albergo Etico uscito nel 2018 a firma di Simonetta Morelli, su InVisibili del Corriere della Sera, dal titolo “Albergo Etico, un Metodo per crescere”.

La storia di Albergo Etico metodo Download è un incrocio, spesso casuale, di talenti e volontà che hanno fatto volare questa impresa oltre i confini nazionali. All’estero, nei Paesi in cui quest’ impresa sociale si sta radicando, è stato apprezzato quel modello di integrazione e inclusione all’italiana che la caratterizza; lo stesso che in patria stenta ad essere valorizzato  ma che esportato fuori riscuote grandi consensi perché produce risultati e ricchezza. In una parola, funziona. Di più, agli occhi degli osservatori stranieri il suo valore è paragonabile a quello dell’alta moda e di tutti quei prodotti d’eccellenza nostrani che fanno dell’Italia un punto di riferimento e una fonte d’ispirazione.

Tutto nasce ad Asti, quando Niccolò, studente della Scuola Alberghiera Colline Astigiane, deve completare la propria formazione con uno stage. Niccolò, che ha la sindrome di Down, viene accolto dallo chef Antonio De Benedetto nel proprio ristorante. L’ambiente e la relazione con lo chef Antonio sollecitano Niccolò al punto che sorprenderà tutti. Le poche settimane previste si moltiplicheranno e diventeranno mesi. Niccolò che sboccia e crede in sé stesso, completa lo stage presso una struttura alberghiera in Valtellina. Oggi ha un contratto a tempo indeterminato ed è tutor di altri ragazzi che come lui stanno elaborando percorsi di lavoro e di autonomia personale.

Qui l’articolo completo

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Il film sullo chef visionario e i ragazzi con disabilità

Arriva il film sullo chef visionario che ha inserito i ragazzi con disabilità nel mondo del lavoro

Su Elle la giornalista Silvia Locatelli ha scritto un articolo su Albergo Etico. La ringraziamo e ne riportiamo una parte, con link al sito di Elle per leggerlo integralmente:

Era il 2006 quando Niccolò Vallese arrivò al ristorante Tacabanda di Asti per uno stage. Il direttore della scuola alberghiera aveva chiesto allo chef Antonio di prendere un loro alunno per qualche mese ma gli ultimi ragazzi che aveva mandato erano troppo svogliati, uno si era persino tagliato col pelapatate. «Fidati, questo è bravo e volenteroso», gli disse, «solo, ha la sindrome di Down». Ad Antonio non importava nulla purché avesse voglia di imparare e un po’ di passione per il mestiere. Quel ragazzo gli ha cambiato la vita, oggi ha un regolare contratto al Tacabanda e fa da tutor ad altri ragazzi come lui. Perché ad un certo punto, racconta lo chef: «L’evoluzione di Niccolò ci è sfuggita di mano e ci siamo detti: vediamo cosa succede se inseriamo altri ragazzi con disabilità intellettive». È successo che un regista australiano, Trevor Graham, ha girato un film su di loro: Le ricette dello chef Antonio per la rivoluzione (una coproduzione Australia-Italia, Yarra Bank Films, Black Sheep Films e La Sarraz Pictures, con il sostegno di Screen Australia e del Ministero italiano della cultura). La première italiana sarà il 21 marzo, Giornata mondiale della sindrome di Down, a Torino, Milano, Roma e altre città (dettagli sulle proiezioni al sito www.lasarraz.com).

“Rivoluzione” sì, perché chef Antonio cambia il mondo portando la gente nel suo ristorante e nell’albergo etico nato successivamente: «La accoglie nel cuore dell’ospitalità italiana», spiega Trevor Graham. «L’esperienza non è solo il buon cibo ma anche i ragazzi che lo cucinano e lo servono ai tavoli. Porta una visione e un’energia nuove che lasciano il segno nella vita dei clienti, delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie, la vostra celebre ospitalità turistica e la buona cucina diventano qualcosa di socialmente utile. Il ruolo dei documentari è questo, spalancare le finestre su quel che gli uomini possono fare insieme per cambiare le cose, Antonio è un’ispirazione».

È stata una cara amica di Sydney che ha una figlia con la sindrome di Down a parlare a Trevor del progetto: «Adoro le storie che hanno al centro il cibo, questo film è il terzo di una trilogia: è un modo piacevole ed efficace per affrontare questioni sociali e politiche importanti. Qui il tema è l’inclusione, avvicinare la gente, perché abbiamo tutti tante cose in comune e tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, indipendente e piena. La première di Sydney è stata un trionfo. Non mi ha mai scritto tanta gente, anche cose tipo: “Siamo corsi a mangiare italiano, ci hai fatto venire fame”. Cosa posso volere di più? E magari davanti a un piatto di spaghetti hanno ripensato al film, a Niccolò, Jessica, Irene, Nicola…». Che hanno voglia di avere amici, di trovare l’amore, di ballare e di sentirsi vivi come tutti noi. Trevor ha fatto avanti e indietro da Asti per tre anni: «Ho girato l’80 per cento del film, il resto è opera del mio aiuto regista italiano, Lorenzo Bombara, che mi faceva anche da interprete. I ragazzi si sono abituati velocemente a me, gli dicevo: “Fate finta che sia una delle pentole”, neanche mi notavano più, ero di famiglia. Quel che vedete è tutto spontaneo, abbiamo solo registrato alcune voci in studio perché i rumori della cucina spesso coprivano le parole dei ragazzi».

È il 2011 quando viene creata l’associazione e il 2015 quando nascono, ad Asti, il primo albergo etico e la prima Accademia dell’indipendenza, un percorso sperimentale che aiuta i ragazzi con disabilità intellettiva a crescere, a diventare autonomi e a sviluppare le proprie potenzialità. Uno dei fondatori è proprio Niccolò, insieme allo chef Antonio De Benedetto, suo fratello Egidio e Alex Toselli. «Siamo stati i primi che non arrivavano dal mondo del sociale o dalla familiarità con persone con sindrome di Down», spiega Antonio. «La vera innovazione sta nel coinvolgimento della famiglia, nel patto d’onore con loro, costruiamo un’altra accademia a casa, il dialogo è continuo come la condivisione delle responsabilità. C’è una metodologia di controllo che noi chiamiamo paracadute per dare tranquillità ai genitori, perché senza la loro fiducia non si può fare, soprattutto senza la tranquillità delle mamme, abbiamo notato. Se non stabilizzi le loro paure il cordone vibra e il figlio traballa… Il problema sono i genitori – la società civile è pronta – non hanno uno schema operativo e l’albergo etico gliene offre uno, a loro e ai ragazzi».

È chiarissima, nel film, l’impostazione di Antonio: atmosfera familiare ma regole militari. «Può essere anche molto duro coi ragazzi», dice Trevor, «vuole che capiscano che è un lavoro vero, che è vita vera e devono impegnarsi». È uno dei pilastri dello chef astigiano: «Qualcuno gli deve dare la posizione della loro evoluzione perché loro non ce l’hanno, tutti gli dicono che sono bravi anche quando non sanno fare niente: come fa a crescere e a orientarsi una persona senza una mappa? Io sono un cuoco nudo e crudo, capita anche che perda la pazienza. Attenzione, è la finzione che rovina i ragazzi, non la verità. Si addestrano per essere una risorsa, per essere risolutivi e i genitori vengono istruiti per essere work manager dei figli. Il diritto del disabile, nel mondo del lavoro, è di poterci rimanere a testa alta. Per questo l’approccio dev’essere schietto, poi ovviamente, con loro, c’è una gradualità diversa». Da lì il nome del metodo, Download, che è nato naturalmente. Ad un certo punto, Antonio e i suoi collaboratori si sono accorti che qualcosa azionava il cambiamento ma cosa? La risposta è arrivata per caso, guardando il film di Tavarelli su Maria Montessori con Paola Cortellesi: «La metodologia della Casa dei bambini era la stessa che utilizzavamo noi. Infatti il metodo nasce in un ospedale psichiatrico. E chi c’era a quei tempi negli ospedali psichiatrici? Persone con ritardi intellettivi, gli incompresi. Montessori crea un metodo che si sviluppa nell’ambiente casalingo, come il nostro. Leggo Educazione alla libertà e ritrovo quello che noi facciamo al ristorante e all’albergo. Si potrebbe quasi dire che abbiamo creato la Casa dei bambini cresciuti».

Nascono altri tre alberghi etici in Italia e sei accademie. Il 70 per cento dei ragazzi che le frequentano viene collocato nel mondo del lavoro. E mentre, ad Asti, Trevor girava il film, in Australia, sulle Blue Mountains nasceva un altro albergo etico. Il prossimo sarà una guesthouse in Palestina proprio davanti alla Basilica della Natività. Per Antonio non è certo una coincidenza. «Questi ragazzi sono dei piccoli caschi blu… Sa cosa dice il Dizionario della metamedicina? Che le persone con sindrome di Down sono venute al mondo per insegnare non per apprendere, per portare l’armonia e la pace. Sono elementi terapeutici, in famiglia e in società. Io con loro sono sempre in ascolto… Pensate a cosa è riuscita a fare quella ragazzina bullizzata in Macedonia del nord: il premier l’ha accompagnata a scuola e tutto il mondo ne ha parlato. Scommettiamo che tra qualche anno la ritroviamo a un vertice per la pace nel mondo?».

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Etico Asti cambia sede: nuovi spazi presso l’Opera Pia Isnardi

Etico Asti cambia sede: nuovi spazi presso l’Opera Pia Isnardi

L’Opera Pia Isnardi e la Cooperativa Sociale Download hanno siglato l’accordo grazie al quale l’Albergo Etico si trasferirà nei locali dell’Opera Isnardi (in primavera), sempre ad Asti, in via Don Urbano Isnardi, 11, lasciando la sua prima storica sede di Asti, in corso Galileo Ferraris 58, luogo in cui il progetto Download, ideato per favorire con metodologie innovative l’autonomia e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, è nato e ha mosso i suoi primi passi.

Il Vescovo di Asti Marco Prastaro, presidente dell’Opera Isnardi, si è reso fin da subito disponibile ad avviare un percorso che potesse concretizzare questo spostamento di sede. L’Opera Isnardi, eretta per volontà di don Urbano Isnardi come Ente Morale nel XVIII secolo e successivamente IPAB, ha una lunga storia ad Asti; il fondatore ebbe l’intuizione di creare una comunità nella quale poter accogliere e far crescere nell’autonomia, nella formazione lavorativa, nella fede e nella preghiera, nella condivisione della vita comunitaria giovani ragazze che al tempo non avevano grandi possibilità di costruirsi un futuro sicuro.

Questo cambiamento, condiviso dal presidente della Cooperativa Download Albergo Etico Alex Toselli, insieme al consiglio di amministrazione dell’Opera Isnardi, è stato fortemente voluto per rilanciare la missione dell’Opera favorendo un utilizzo degli spazi il più possibile aderente all’idea originaria a suo tempo tracciata dal fondatore. Al tempo stesso, però, questo cambiamento si propone di mantenere anche Albergo Etico, fedele alla sua storia e alla storia del territorio in cui è nato e si è sviluppato in tutti questi anni.

Il nuovo stabile avrà locali più grandi e rinnovati, in linea con i principi di ospitalità che Albergo Etico fa da sempre suoi. Spazi ampliati significa altresì un potenziamento di quello che è di fatto il cuore della metodologia con cui Albergo Etico in questi anni è diventato un modello capace di replicarsi in Italia e nel mondo, ovvero l’Accademia dell’Indipendenza.

Albergo Etico è infatti un’impresa sociale che, mediante un percorso di formazione in affiancamento ai professionisti nel settore alberghiero e della ristorazione, offre opportunità di lavoro e possibilità di esprimere talenti ed emergere a giovani con sindrome di Down e altre forme di disabilità. Il 65 % dei ragazzi e delle ragazze con disabilità di Albergo Etico è inserito nel mondo del lavoro. Nato nel 2009 e con una rete tuttora in espansione in Italia e all’estero, Albergo Etico può in questo senso rappresentare un innovativo modello di impresa e solidarietà.

La nuova struttura, che dovrebbe essere operativa a partire dalla primavera, sarà completamente arredata e attrezzata per ogni necessità dei ragazzi ospitati all’interno dell’Accademia, per favorire l’inserimento lavorativo e l’autonomia di cittadini attivi, facendo formare i ragazzi e le ragazze in un luogo sicuro, attraverso un percorso graduale di convivenza e autonomia, imparando a vivere con i propri coetanei e colleghi, autogestendosi e responsabilizzandosi.

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Viaggio nell’Albergo Etico di Roma di fanpage.it

Viaggio nell’Albergo Etico di Roma dove lavorano (anche) persone con disabilità

“Viaggio nell’Albergo Etico di Roma dove lavorano (anche) persone con disabilità” è il titolo di un servizio che la giornalista Simona Berterame ha realizzato per Fanpage presso l’Albergo Etico di Roma.

A Roma, a pochi passi da piazzale Flaminio, c’è infatti una struttura alberghiera inclusiva e accogliente. Si chiama “Albergo Etico” e non è solamente un progetto imprenditoriale ma una vera sfida sociale: qui lavorano anche persone con disabilità. Diciotto camere distribuite su più piani tra le mura di un vecchio edificio di primo Novecento, che fino a pochi anni fa ospitava l’Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia.

L’Albergo Etico permette a ragazzi con diverse disabilità, tra cui esiti da post coma, sindrome di Down e sindrome di X Fragile, di affacciarsi in modo semplice e stimolante al mondo del lavoro grazie anche alla supervisione dei responsabili della struttura.

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Albergo Etico su “Io Donna” del Corriere della Sera

Albergo Etico su “Io Donna” del Corriere della Sera

Su Io Donna del Corriere della Sera di sabato 27 novembre è uscito un importante articolo a firma di Anna Alberti in cui si parla di “lavoro che fa la differenza”.

“I clienti – ha detto Toselli nell’articolo – da noi trovano prima di tutto una grande esperienza di viaggio, l’accoglienza e la qualità tipiche del made in Italy con costi e prestazioni adeguate a strutture a 3 o 4 stelle, e in più il sorriso e la voglia di fare di questi ragazzi che da noi imparano l’autonomia, oltre che un mestiere”.

“Il nostro personale – ha proseguito Toselli – è formato per un terzo da persone con diversi gradi di disabilità intellettiva, affiancati da professionisti disponibili e capaci.  E la maggior parte di loro al termine dell’apprendistato viene assunto, puntando su un percorso di autonomia lavorativa e indipendenza abitativa: all’Albergo Etico percepiscono uno stipendio, non sussidi”.

Oltre all’articolo più ampio con le parole di Toselli, sul giornale anche un box dedicato all’esperienza di Etico e alla sua storia, con una dichiarazione di Antonio De Benedetto, chef del ristorante Tacabanda ed ex allievo dello stesso Istituto, in cui parla di Niccolò Vallese e dell’Accademia dell’Indipendenza: “Oggi Niccolo ha le chiavi del ristorante, vive da solo, ha molti amici, un regolare contratto e fa il tutor ad altri ragazzi come lui”.

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Un solo criterio permette di valutare la qualità della civilizzazione umana: il rispetto che prodiga nei riguardi dei suoi figli più fragili. Una società che non lo comprende è destinata a scomparire.

Jérome Lejeune, pioniere della Trisomia 21

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